Genocidio economico

di Giuseppe Masala

 

In Grecia si vivono ore drammatiche. La Troica (UE, BCE, FMI) e il Governo nazionale non riescono a trovare un accordo sulla consistenza dei tagli necessari per sbloccare una quota di aiuti da 130 miliardi di euro. Inutile ricordare che senza queste risorse finanziarie alla Grecia non rimane che dichiarare default. Forse una liberazione.

Ma non è questa la notizia che mi ha colpito particolarmente. Il Guardian informa che alle 10.28 di oggi la Turchia ha interrotto il flusso di gas verso la nazione ellenica. Questione di bollette.

E’ umano condannare un popolo e una nazione al collasso economico ed energetico per una mera questione di soldi? Non è domanda retorica, ma una questione molto sensata. La storia ci ha insegnato che quando una nazione non ha nulla da perdere tutto può succedere.

E poi, dov’è la solidarietà tra nazioni europee? Ci avevano promesso pace e prosperità grazie all’unione europea, invece stiamo vedendo i soliti lupi e le solite jene che azzannano la bestia ferita a morte. Sembra di essere tornati agli anni terribili post crisi del 1929. La seconda guerra mondiale non fu una esplosione improvvisa. Fu un continuo susseguirsi di guerre, guerricciole e di inutili vertici tra i “grandi” d’Europa. Spero di sbagliarmi, ma quando per motivi economici si condanna un popolo alla miseria e alla fame, dimenticando le promesse di pace e fratellanza, tutto può succedere.

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