Addio MPS!

di Giuseppe Masala

 

Il Corriere della Sera, nella sua edizione online, da la notizia tanto attesa: la Fondazione Monte dei Paschi di Siena perderà la maggioranza del capitale nell’omonima banca.

Insomma, il Monte dei Paschi di Siena non sarà più l’unica grande banca italiana ad ad avere la maggioranza delle azioni in mano pubblica.

Da tempo si attendeva la “grande” notizia, infatti si sapeva che sia la Banca che la Fondazione navigavano in cattive acque, così almeno si scriveva da tempo nella stampa specializzata. Una incredibile serie di errori gestionali  degli amministratori di ambedue le istituzioni toscane ha bruciato ricchezza accumulata in centinaia di anni di onorato servizio.

A pagare saranno i cittadini, e forse i soliti trombettieri del libero mercato daranno fiato agli strumenti, ancora una volta, per dimostrare come solo il privato ha le competenze per gestire “sistemi” così complessi.

Falso, la loro sarà una litania interessata: semmai è vero il controrio. E’ il privato intruffolato nella gestione pubblica che crea i danni. E quando parlo di “privato” intendo in senso amplio: anche la gestione apparentemente pubblica che insegue in realtà interessi, brame di potere di singoli o consorterie è privato: interesse privato in funzioni pubbliche potrebbe essere chiamato.

Come dimenticare il decreto “contra personam” del governo D’Alema fatto a bell’apposta per sbarrare la strada al bravissimo e competentissimo allora Sindaco di Siena Pierluigi Piccini? Troppo competente e capace, tanto da fare ombra ai vertici romani del “partito”. Andava fermata la sua ascesa.

E’ li che è iniziata la decadenza della più antica banca al mondo e per giunta pubblica. Poi sono venuti gli scandaletti (Banca 121) e gli scandaloni (acquisto a prezzi folli di Antonveneta). Ma ripeto, tutto nasce con la torsione della gestione della cosa pubblica per soddisfare le privatissime brame di potere e invidie. Sic transit gloria mundi.

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