Mario Monti e la maledizione di Mundell

di Giuseppe Masala

Interessante audizione del nostro Presidente del Consiglio al Parlamento Europeo in seduta plenaria.

Ciò che mi ha colpito dell’audizione è che per la prima volta un capo di governo (escluso, probabilmente, quello inglese), in sede ufficiale, ha pronunciato alcune magiche paroline: “area monetaria omogenea” (optimum currency area).

Secondo Mario Monti alla realizzazione di un area monetaria omogenea in Europa mancano non solo politiche economiche e di bilancio comuni tra gli stati ma anche regole veramente comuni in materia di “mercato”: infatti secondo il Professore alcuni stati possono trasgredire per anni alle regole europee in tema di mercato comune, profittando delle lentezze burocratiche che intercorrono tra la trasgressione e le relative sanzioni previste dall’ordinamento europeo. Verissime e argutissime le affermazioni di un Monti in splendida forma che ci ha fatto sentire orgogliosi di essere italiani.

C’è solo un piccolo problema: l’Area Monetaria Omogenea non esiste ancora (e finalmente iniziano ad ammetterlo anche i governanti) ma la moneta sfortunatamente esiste da dieci anni. Da qui, possiamo arguire, tutte le catastrofi in corso: una moneta comune senza un area monetaria omogenea è  causa di deficit cronici nella bilancia commerciale dei paesi meno competitivi (rispetto ai paesi con medesima moneta ma più efficienti) che avrebbero quindi bisogno di una svalutazione per tornare ad essere competitivi. Ciò provoca una conseguente crisi delle finanze pubbliche (aumento delle spese per il welfere antidisoccupazione  e diminuzione delle entrate fiscali) e a corollario di ciò anche una forte sofferenza del tessuto produttivo non in grado di competere con i paesi “forti” e così via.

Toh, esattamente la fotocopia di ciò che accade nei paesi dell’area mediterranea dell’unione monetaria.

In altri termini, l’unione monetaria non può reggere quando essa è stata imposta politicamente in un area non omogenea e rischia di implodere in presenza di uno shock esogeno (shock che effettivamente con la crisi economica/finanziaria importata dagli USA nel 2008 vi è stato). Tutto come previsto da quel geniaccio di Robert Mundell già nel 1961 (1).

Quando lo capiranno i tedeschi?

PS

Una misura valida del fenomeno (unione monetaria in assenza di area valutaria omogenea) è dato dal differenziale dei tassi di inflazione tra stati deboli e stati forti. Ovviamente negli stati forti una maggior competitività porta ad avere prezzi inferiori e quindi costi di produzione inferiori, rispetto agli stati deboli. Ovviamente chi ha costi inferiori esporta nei paesi meno competitivi rendendo cronico il deficit della bilancia commerciale di questi ultimi e da questo ecco i problemi brevemente descritti.

(1) Robert Mundell, A Theory of Optimum Currency Areas, 1961

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