Medicina “etica” e dissolvimento dell’Occidente

di Giuseppe Masala

Sebbene io sia una persona digiuna di Filosofia Morale  e a maggior ragione di Medicina “Etica” sono costretto a segnalarvi una notizia occultata dai media mainstream.  Sul prestigioso giornale “Journal of Medical Ethics” due ricercatori italiani, Alberto Giubilini e Francesca Minerva,  hanno pubblicato un articolo dal titolo ““After-birth abortion: why should the baby live?” traducibile in questo modo: “Aborto dopo la nascita: perchè il bambino dovrebbe vivere?” dove si teorizza un aborto post nascita giustificato da drammatiche condizioni di salute ma anche da costi di natura sociale, economica e familiare.

Cito testualmente i due ricercatori: “Se i criteri come i costi (sociali, psicologici, economici) per i potenziali genitori sono buone ragioni per avere un aborto anche quando il feto è sano, se lo status morale del neonato è la stessa di quella del bambino e se non ha alcun valore morale il fatto di essere una persona potenziale, le stesse ragioni che giustificano l’aborto  dovrebbero anche giustificare l’uccisione della persona potenziale quando  è allo stadio di neonato“.

Mi trattengo dal dare giudizi non avendo competenze scientifiche per controbattere a questa teorizzazione dell’infanticidio degna del Dottor Mengele e lascio la parola al neurologo Gian Luigi Gigli che risponde dalle colonne del quotidiano cattolico l’Avvenire:Sembra il trailer di un film dell’orrore. Invece si tratta del riassunto fedele di un articolo apparso on line pochi giorni fa sul Journal of Medical Ethics, la prestigiosa rivista della stessa editrice del British Medical Journal. Si va ben al di la’ dello stesso ignominioso Protocollo di Groningen, in base al quale dal 2002 in Olanda e’ permesso porre fine attivamente alla vita dei neonati con prognosi infausta“, e ancora: “Forse è il caso che qualcuno, anche tra chi non crede in Dio, incominci a dire basta alle invasioni barbariche, per non trovarci tutti a vivere nel crepuscolo disumano della civiltà occidentale“.

Con la mente non posso ritornare che all’immagine degli Ambasciatori di Hans Holbein di cui vi ho parlato e chiudo citando il poeta tedesco Friedrich Hölderlin: “l’uomo da servo dell’Essere è divenuto padrone dell’ente, da angelo si è fatto mercante..è giunta mezzanotte, l’ora dell’ombra più lunga, l’ora in cui l’uomo obliatosi oblia l’oblio”.

Che Dio ci salvi.

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