Il fascismo strisciante dei neoliberisti

di Giuseppe Masala

Torno ancora sulla questione del provvedimento che inserisce nella nostra Costituzione il principio del pareggio di bilancio dello Stato per darvi, spero, un altro spunto di riflessione.

Nell’ipotesi che tra qualche anno in Parlamento vi sia una maggioranza con un orientamento politico diverso da quello della vulgata del pensiero unico neoliberista come pensate possano essere applicate politiche economiche diverse se in Costituzione è previsto l’obbligo del pareggio di bilancio?

In altre parole, come una ipotetica maggioranza cattolica potrà porre in essere una politica economica ispirata ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa se è proibito il deficit spending per legge costituzionale?

Come una ipotetica futura maggioranza socialista riformista potrà porre in essere le sue politiche economiche keynesiane se è impossibile far andare in passivo (anche temporaneamente) il bilancio dello Stato?

Come una ipotetica maggioranza comunista potrà tradurre in atti concreti le dottrine marxiste se lo Stato dovrà incassare almeno quanto spende?

La verità è che con questa riforma costituzionale si proibisce per legge qualsiasi altra idea e pratica che non sia quella ultraliberista. Hanno trovato il modo per far tornare il fascismo senza abolire le elezioni.

Annunci