I biscazzieri romani e il Sindaco di Montresta

di Giuseppe Masala

Fa piacere segnalere il rifiuto, civile e democratico come sempre deve essere, dei provvedimenti posti in essere dagli apparati burocratici statali che nella loro azione sembrano aver dimenticato i principi e i valori sui quali si basa la nostra Costituzione a vantaggio dei feticci del libero mercato: lo spread, il pareggio di bilancio e la crescita del gettito fiscale, insomma la volontà di fare soldi sempre e comunque.

Il Sindaco di Montresta, paese della provincia di Oristano, ha fatto approvare un regolamento comunale che vieta il gioco d’azzardo nei locali pubblici, fatto con le ormai tristemente famose macchinette “mangiasoldi“. Apparecchiature alle quali è addebitato un nuovo tipo di dipendenza definito dagli psichiatri Ludopatia. La motivazione addotta dal Sindaco mi pare impeccabile: “Lo Stato non ci ha interpellati quando ha soppresso le scuole medie, quando ha accorpato le elementari e la materna, quando sono stati tagliati i soldi del bilancio, in cambio continua a prelevare tasse su tasse, e non contento incrementa le sue entrate spronando al gioco d’azzardo“.

In attesa del dichiarato intervento del Ministro della Sanità Balduzzi non sarebbe male se altri sindaci approvassero il provvedimento del primo cittadino di Montresta. Gli interessi che girano attorno a questo mercato sono notevoli e non sempre commendevoli. Meglio essere in tanti.

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