Respect! La riscossa di George Galloway

di Giuseppe Masala

Nelle elezioni supplettive di Bradford, per un seggio nel Parlamento inglese,  George Galloway candidato del movimento socialista Respect, ha stracciato il candidato laburista con il 55% delle preferenze conquistando così il seggio.

Per chi non conoscesse Respect basta dire che questo nome è l’acronimo di Respect, Equality, Socialism, Peace, Environmentalism, Community e Trade Unionism. Fare la traduzione credo sia inutile, in Italia i giornalisti direbbero semplicemente: “sinistra radicale”. Sottolineo invece il fatto che in Inghilterra vige il sistema elettorale maggioritario puro: chi ha un voto in più degli altri si prende tutto. Ecco, allora forse la notizia interessante è che non è detto che abbiano ragione i politologi e i fattucchieri dei sondaggi: le posizioni moderate per accapparrarsi il determinante (sic) elettorato centrista non sempre sono efficaci. Forse addirittura in questa epoca cupa di crisi finanziaria (terminale?) il voto centrista ha perso proprio di senso, infatti non è da escludere che gli elettori abbiano bisogno, di idee chiare e nette e dunque rigettino le posizioni moderate che troppo spesso sarebbe più giusto definire ambigue. Qui mi fermo e lascio a chi è più competente di me le considerazioni di ordine sociologico e politologico.

Riporto ora un aneddotto, che Galloway ama spesso raccontare, al fine di inquadrare un poco il personaggio: “Sono abbastanza vecchio per ricordare quando le cartine nelle nostre aule scolastiche erano colorate di rosa, il colore dell’Impero Britannico. Un giorno, quando avevo otto o nove anni, tornai a casa e dissi al mio nonno irlandese che la maestra aveva detto che l’Inghilterra aveva un Impero così vasto che su di esso non tramontava mai il sole. Mio nonno rispose: <<Perché Dio non si fiderebbe mai degli inglesi al buio>>“.

Difficile dire se è più straordinario un candidato al Parlamento inglese che racconta un aneddotto del genere o il suo nonno irlandese!

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