Il totalitarismo dell’ideologia liberista

di Giuseppe Masala

 

 

Volentieri pubblico uno scritto del compagno Pietro Ancona 

Si sono dette e scritte cose terribili sul potere  dell’ideologia comunista e sulla sua pesante funzione di irrigidimento dei  popoli e delle nazioni dentro schemi assoluti ed indiscutibili nei quali stare  ingabbiati.L’ideologia comunista  è diventato nel linguaggio massmediatico  “l’ideologia” tout court dalla quale bisogna guardarsi se vogliamo preservare la  nostra libertà e la democrazia. E’ stato diffuso una immagine caricaturale della  ideologia dentro la quale sta la dittatura la perdita dei beni personali e  quanto altro si possa pensare del totalitarismo.

Eppure, a ben guardare, non c’è uno Stato comunista  eguale all’altro. La Cina di Mao Tze Dong dalla grande marcia alla rivoluzione  culturale è stata diversa dalla URSS di Lenin e Stalin. Il Vietnam di  Ho Chi  Minh, la Cuba di Fidel Castro, la Germania di Honecher, L’Albania di Hoxha, la  Jugoslavia di Tito e le altre repubbliche popolari hanno avuto una loro precisa  identità e, nonostante la guerra fredda ed il durissimo accerchiamento  capitalistico, hanno potuto svilupparsi ognuno secondo la propria vocazione. Il  ruolo dell’URSS di Stato guida nonostante i limiti imposti da un nemico sempre  pronto ad azzannare come si è visto in Polonia in Ungheria ed in Cecoslovacchia  è stato discusso tanto è vero che i comunisti italiani si inventarono  l’eurocomunismo. Ci fu addirittura una stagione culturale di fioritura del  socialismo  dei tanti  fiori. Dentro il PCI italiano c’erano tendenze  profondamente diverse capeggiate da Giorgio Amendola e da Pietro Ingrao. Lo  stesso Stalin suggeriva vie diverse da quella della dittatura del proletariato.   L’organizzazione  di regolazione internazionale dell’economia  il Comecon aveva  un rapporto di grande democrazia economica che garantiva l’integrazione ed il  libero scambio dei prodotti,della tecnologia e del sapere. Se confrontiamo il  rapporto tra l’URSS ed i paesi comunisti dell’Est europeo con quello che esiste  da USA ed Europa Occidentale ci rendiamo conto del carattere non imperialistico  dell’URSS e della sua disponibilità non ad assorbire risorse dagli altri ma  invece di erogare cooperazione e benessere e della sua superiorità rispetto  all’avidità statunitense.

Il peso dell’ideologia capitalistica è oggi di gran lunga  più potente più forte e più coercitivo del comunismo. Il liberismo tende a  diventare l’unica ideologia, l’unica dittatura economica su tutto il mondo ed è  in espansione attraverso diversi tipi di guerra  militare economica e  finanziaria. Oggi, appena avuto il risultato delle elezioni francesi, l’Impero  ha scatenato il finimondo attraverso l’impazzimento delle borse e l’aggressione  ai titoli di stato. Nel giro di qualche ora, le TV americane hanno descritto una  Francia completamente diversa da quella civilissima ed idilliaca che avevano  descritto fino a qualche ora prima, una Francia in preda a contorcimenti  sociali.  Sono stati ripresentati al pubblico americano i filmati delle sommosse  alle benlieu e si è sparso il terrore su una Francia che trasgredisce i  comandamenti del Fondo Monetario Internazionale e della BCE. Gli USA non si  fermeranno qui e getteranno tutto il loro peso nella mischia per impedire la  sconfitta di Sarcozy. Tutta l’area occidentale è soggetta alle terribili  oscillazioni telluriche imposte dal gruppo di WallStreet che – come ha scritto  Prodi qualche tempo fa sul Messaggero – manovra 12 mila miliardi di euro ed è  capace di rovinare gli Stati che debbono essere rovinati secondo i piani  “segreti” discussi a Bilderberg ed alla Trilaterale o declassati o impoveriti  secondo gli interessi statunitensi. Alcuni Stati esterni all’area euroatlantica  ma giudicati vitali per gli interessi USA vengono aggrediti militarmente e  distrutti. Alla loro testa vengono messi liberisti spesso formati nelle  Università USA come il gruppo dirigente che è stato insidiato in Libia. Il  liberismo sta provocando la scomparsa del ceto medio che è stato alla base della  civiltà europea postbellica. Cinquecento milioni di persone vengono impoverite  da una dittatura fiscale dettata dalla Casa Bianca,dalla riduzione del welfare,  dalla disoccupazione, dalla perdita dei diritti. Obiettivo speciale di questa  campagna ideologica che dovrà sfociare in una società dell’1 per cento (come  quella americana) sono gli impiegati statali e della pubblica amministrazione.  Con la loro decimazione e poi sparizione si distruggerà lo zoccolo duro del ceto  medio. La tecnica di questa distruzione che si va accelerando è sorniona: prima  costringono i governi ad attuare politiche restrittive e poi li rimproverano di  non fare niente per la “crescita”. Tutto e il contrario di tutto diventano capi  di accusa e causa di rovina delle nazioni. Coloro che non si adeguano vengono  spazzati via. Papandreu voleva fare un referendum fu minacciato di morte ed ha  dovuto lasciare. Nel giro di pochi mesi l’Impero ha installato Draghi,Papademos,  Monti, Lagarde, Rojas in punti chiave.La posizione defilata che la Gran Bretagna  mantiene rispetto l’Europa potrebbe farci pensare che neppure la Germania è al  riparo da un attacco alla sua prosperità ed al suo ruolo nel mondo. Gli  anglosassoni vogliono essere padroni assoluti. Non dimentichiamo che la Germania  a quasi settanta anni dalla fine della guerra è infarcita di basi militari  statunitensi come l’Italia. Germania ed Italia sono considerati tutt’ora nazioni  sconfitte ed oc cupate.  Non c’è alcun dubbio che  siamo  dentro un possente e  violento processo di americanizzazione della società europea che si sta dando  parametri del tutto simili a quelli USA. L’Europa viene severamente punita per  la sua scelta dell’Euro e l’Euro viene usato dai banchieri come strumento contro  l’Europa. Con il potere delle banche e delle armi si sta ridisegnando la  geografia economica del mondo.

Un processo che potrebbe essere bloccato soltanto da una  grande rivolta sociale che però  oggi non ha gli strumenti per potersi  realizzare.La sinistra europea non dispone di una forte ideologia comunista  capace di mobilitare le masse. I sindacati sono diventati mere entità di  servizio. Gli scioperi generali che sono riusciti a fare vengono svuotati e  ritualizzati. Mezz’ora dopo lo sciopero generale tutto è come prima e peggio di  prima (vedi Grecia, Francia, Spagna, Portogallo). Il potere non cambia  registro.

L’ideologia liberistica è diventata fondamentalista e  radicale. Persegue lo scopo del lavoro a costo zero (è accaduto nel 1929), non  accetta la correzione keinesiana. Vuole tutto per se sopprimendo i consumi  interni. Vuole una società in cui i ricchi non pagano tasse ed i poveri vivano  indebitati con le carte di credito nutrendosi e vestendosi negli ipermercati   WalMart di roba di infima qualità accessibile. Non fatevi ingannare dal sornione  Presidente americano e dalle sue finte battaglie per fare pagare le tasse ai  ricchi o riformare l’assistenza sanitaria. Mai l’America è stata tanto compatta  nelle sue istituzioni e questo è ben saputo dai movimenti popolari che il 1  maggio festeggeranno dopo un secolo la ricorrenza del lavoro. Ma forse la  rivoluzione mondiale comincerà dagli USA, dal grande movimento anticapitalistico  ed autogestionario.

 Pietro Ancona già Segretario Generale della CGIL Sicilia e componente del CNEL.

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