Destino mediterraneo

di Giuseppe Masala

Vi propongo un grafico della Reuters (dunque una fonte più che attendibile) dove è abbastanza evidente come Spagna e Italia siano accomunate dal medesimo destino. L’area rosa indica i prestiti concessi alle banche spagnole e italiane dalla Banca Centrale Europea: per quanto riguarda le banche iberiche hanno superato ormai la cifra dei 300 miliardi di euro, mentre per le italiane ci si attesta ad una più che rispettabile cifra vicina ai 270 miliardi. Il lato curioso che il grafico spiega è che sia in Italia che in Spagna vi è una crescita notevole dei bond governativi in possesso di soggetti residenti nella nazione (linea celestina) mentre vi è uno smobilizzo notevole da parte dei possessori stranieri (guardate la linea blu scura).  E’ abbastanza evidente (come rilevato anche da molti altri) che i prestiti largamente concessi dalla BCE siano utilizzati per sopperire alla carenza di domanda da parte degli investitori stranieri che stanno scappando a gambe levate, soprattutto dalla Spagna. Naturalmente la surroga da parte degli istituti di credito nazionali è una operazione notevolmente rischiosa: Spagna e Italia stanno entrando in una fase di profonda recessione che farà esplodere ancora di più il rapporto Debito/Pil con tutte le conseguenze immaginabili (rischio di depressione dei corsi del valore dei bond nel mercato secondario) per le banche.  Appare sempre più evidente che la strategia del “prestito facile” promossa da  Mario Draghi è nulla più che un tampone che si deteriora molto rapidamente.  Inutile rilevare come la  necrosi sia più accentuata in Spagna che in Italia; credo che – in qualsiasi caso – il sistema non sia in grado di reggere ad un avvitamento in una  spirale Greca da parte della Spagna. E’ sempre più necessaria, una soluzione di sistema e non i soliti  strampalati annunci di fumosi “piani Marshall per la crescita” che hanno la sola funzione di essere spot per i governanti in parata. In caso contrario il destino della intera costruzione europea è a forte rischio.

Grazie a Connie Reiter per avermi segnalato questo simpatico grafico.

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