Sviluppo, progresso e Stato-azienda

di Giuseppe Masala

 

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Durante la storia l’idea dello sviluppo è stata concepita nella sua dimensione essenzialmente economica; la teoria dello sviluppo rimase legata alla sua concezione neoclassica della crescita economica, cioè alla sua identificazione con la crescita della ricchezza.

(Luciano Vasapollo, “Trattato di Economia Applicata”, Jaca Book Ed., 2006, pag. 111)

Se si confondono sviluppo e progresso il concetto… stesso di progresso diviene una parodia di se stesso quando lo si intende solo come un procedere sempre più veloci, produrre sempre di più in un anno, in un giorno, o perfino in un secondo, conquistare sempre più spazio e, il più pericoloso ed erroneo dei significati, l’idea che la specie umana possa ‘controllare’, finanche ‘dominare’, la propria fonte originaria, la preistoria e l’ambiente, la ‘natura’ stessa.

(Hosea Jaffe, “Progresso e nazione, economia ed ecologia”, Jaca Book Ed., 1990, pag. 25)

Il fenomeno delle privatizzazioni che ha caratterizzato questi ultimi vent’anni si è manifestato nei vari paesi europei con diversa modalità e intensità, proprio come necessità dei diversi modelli di capitalismo internazionale di mettere in discussione le conquiste del movimento operaio, iniziando dal considerare come incompatibili le politiche di mediazione economico-sociali di stampo keynesiano.
Si comincia così a configurare un ruolo dello Stato non più in funzione di regolatore e mediatore del conflitto, ma uno Stato-Impresa, che abbatte pian piano il Welfare State, che distrugge con le privatizzazioni il ruolo dell’economia pubblica; un Profit State che trasmette in tutto il tessuto sociale l’idea-forza delle compatibilità d’impresa, della competitività del mercato, del profitto.

(Luciano Vasapollo, “Trattato di Economia Applicata”, cit. pp. 139-140)

Lavorare sulla ricomposizione internazionale sfruttando la dimensione globalizzante del capitale, acutizzandone tutte le contraddizioni insite anche nello stretto collegamento internazionale della produzione e della creazione del profitto, è un obiettivo strategico che bisogna avere ben presente e sul quale bisogna orientare la coscienza dei lavoratori, partendo dal fatto che le lotte sindacali e sociali, come la dimensione della produzione, hanno ormai un ambito internazionale che travalica i confini di ogni singolo paese; questo significa concretizzare e internazionalizzare la proposta del socialismo del XXI secolo.

(Luciano Vasapollo, “Capitale, Natura e Lavoro”, Jaca Book Ed., 2008, pag. 49)

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