Amerikana

di Giuseppe Masala

Mentre in Europa si vive un vero e proprio psicodramma anche in America si odono sinistri scricchiolii. Prima l’annuncio della banca JPMorgan relativo a perdite per due miliardi di dollari su operazioni legate a titoli derivati (secondo i ben informati le perdite potrebbero raddoppiare entro l’anno) e dopo un annuncio – se possibile – ancora più grave: Residential Capital ha portato i libri in tribunale e chiesto il famoso Chapter 11, una sorta di fallimento concordato. La Residential Capital è una società appartenente al gruppo Ally Financial di cui, credo, vada la pena raccontare, per sommi capi, la storia.

La Ally Financial era il gruppo finanziario della General Motors che nel 2008 fu salvata dallo Stato americano con l’iniezione di 17,1 miliardi di dollari in cambio del 77% del capitale. La lezione che si trae è che le società salvate con enorme dispendio di risorse dallo Stato sono ancora nelle pesti e hanno la necessità di chiedere, ad anni di distanza, istanze di fallimento. Facile dedurne che la situazione economica è gravissima anche al di là dell’Atlantico sebbene i massmedia non diano risalto a queste notizie perchè troppo occupati a discettare sulla situazione europea. Se a qualcuno viene il dubbio che si tratta di casi isolati e non di una nuova scossa della crisi sistemica in corso dal 2008, faccio notare che oggi il Financial Times ha scritto che, qualora Ally Financial riuscisse ad ottenere il Chapeter 11. altre banche (tra cui Bank of America) sono pronte a percorrere la stessa strada per alcune delle società controllate.

Molto indicativo il fatto che nel caso della Ally Financial ad essere buttata a mare sia la Residential Capital, ovvero la divisione che per anni ha lavorato nel settore dell’immobiliare. Per capirci erano tra gli spacciatori di mutui facili ai cittadini americani indigenti e non. Evidentemente,  5 anni di manovre spericolate sia del governo che della banca centrale non sono stati sufficienti a stabilizzare quello che è stato l’epicentro della crisi (il mercato immobiliare e tutte le operazioni finanziarie ad esso collegate).

Se sommiamo quello che sta accadendo in America (nel silenzio generale) e quello che sta accadendo in Europa (tra urla belluine e stracciamenti di vesti) facile capire che tutto il sistema finanziario ed economico occidentale è posto su una china pericolosissima. Chissà se anche questa volta i signori del danaro, al di là e al di qua dell’Atlantico, proveranno a risolvere tutto con l’ennesimo allentamento monetario. O forse  verrà loro il sospetto che se la cosa non ha funzionato (perchè è evidente che non ha funzionato) prima, probabilmente non funzionerà neanche dopo?

 

 

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