Melancholia italica

di Giuseppe Masala

Ormai credo sia innegabile: la cura Monti-Draghi è completamente fallita. Il mix, intriso di ideologia liberista, che è stato imposto all’Italia sta uccidendo il paziente.  Due dati che chiariscono più di mille parole la situazione:

  • Le entrate fiscali dello Stato a marzo 2012 sono diminuite del 3,6% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. A livello trimestrale rispetto al periodo equivalente dell’anno scorso il calo si attesta ad uno 0,5%. Dunque all’aumento dell’imposizione fiscale (e al taglio della spesa pubblica) è corrisposta una diminuzione del gettito. La situazione credo tenderà a peggiorare appena arriverà la stangata dell’IMU. E’ evidente che questa imposta inciderà sulla carne viva delle famiglie che saranno costrette (mediamente) a ridurre i consumi, con conseguente dimunuzione dell’IVA.  Non intendo neanche addentrarmi in probabili situazioni di minori entrate fiscali provenienti dalle aziende e causate del probabile minor giro d’affari (aspetta e spera che l’aumento delle esportazioni compensi il “danno”).  Se non fosse un dramma si potrebbe fare della facile ironia: dal moltiplicatore keynesiano al divisore montiano.
  • A quanto esposto nel punto uno si aggiungono le turbolenze europee, in particolar modo greche e tedesche, che stanno facendo risalire i rendimenti dei titoli di stato e dunque, annullando totalmente i già flebili effetti della manovra Draghi (LTRO da mille miliardi in due rate). Tutto questo, naturalmente, svaluta uno degli  assets fondamentali, presente nel portafoglio di tutte le banche. Non solo,  c’è da aspettarsi un aumento dei rendimenti anche nelle aste primarie, aggravando le condizioni penose (vedi punto sopra) delle casse dello Stato.

Personalmente credo che non sia più sufficiente neanche l’ennesimo coniglio che potrebbe uscire dal cilindro del solito vertice europeo: mi riferisco agli eurobond. La situazione sembra assolutamente fuori controllo. Credo che ciò che manchi veramente siano  gli statisti. Ovvero donne e uomini che sappiano prendere decisioni radicali sia a livello bancario sia a livello di regolamentazione del mercato finanziario. Da notare che  secondo il premio Nobel Krugman ormai siamo alla resa dei conti: si rischia l’uscita della Grecia dall’Euro entro un mese ed il blocco dei conti correnti in Italia e Spagna. Malinconicamente condivido: questo è uno dei rischi. Forse manco il peggiore.

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