Schumpeter 2.0

di Giuseppe Masala

 

“Genialita’ e talento posseggono rispettivamente Schumpeter e Haberler. Il primo `e un novatore altrettanto originale quanto gli imprenditori  da lui teorizzati. Vi `e nello Schumpeter – anche in questo lavoro sui cicli economici – una continua felice intuizione che gli fa ritrovare da abbozzi di teorie altrui (autori classici e preclassici spesso ignoti) generalizzazioni suggestive, quasi magiche. L’estro di Schumpeter distilla, svincola, affattura col materiale teorico di scuole diversissime quanto possa rinchiudersi nel proprio ordinamento e sia conforme alla propria interpretazione. E’ l’artista, il Mozart dell’Economia”

G. De Maria, “Le forme della conoscenza in Schumpeter” in Giornale degli Economisti e Annali di Economia, 1951 Settembre – Ottobre 

“Inizialmente l’impatto di Schumpeter fu probabilmente maggiore sulla sociologia, sulla storia o financo sulla politologia, piuttosto che sull’economia teorica. Ma oggi, sia pure con accenti diversissimi, siamo ormai in molti, anche in Italia, ad avere in qualche misura recepito la lezione schumpeteriana ed a contribuire a smantellare la corazza dell’economia neoclassica, con un impegno convergente a quello di Sraffa e degli sraffiani  in senso lato. Quanto poi al fatto che questa crescita di influenza del pensiero schumpeteriano non si accompagni con lo sviluppo di una ben identificabile scuola di schumpeteriani, mi pare assai più positivo che negativo. I marxisti, per fare un esempio, nove volte su dieci sono i peggiori nemici di Marx. Ogni discepolo che assuma come sua principale missione quella di propagare un verbo  diviene un settario, dichiara esplicitamente di non avere contributi propri da far valere. Meglio allora avere avuto qualche influenza sulla formazione di economisti come Sweezy – che certo schumpeteriano non si pu`o dire, ma piuttosto marxista critico – che coltivare torme di discepoli fanatici. A proposito di Sweezy: `e il caso di notare che giunse al marxismo attraverso le lezioni di Schumpeter e del suo allievo più prestigioso, Tsuru. Che, in altre parole, Schumpeter, marxista conservatore, fece approdare il marxismo negli Stati Uniti” 

P. Forcellini. “Paolo Sylos Labini: il mio professore Joseph Alois Schumpeter” in Politica ed Economia, 1983.

Nota di Zeroconsensus: condivido pienamente l’idea del De Maria che Joseph Schumpeter è il Mozart dell’economia, ciò non toglie che Karl Marx possa essere considerato il Beethoven! 

 

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