Monti sventola la bandiera bianca nel bazaar del Tempo!

di Giuseppe Masala

Al summit messicano del G20, dopo un paio di giornate tempestose, iniziano a farsi largo alcune proposte che lasciano intendere sia la reale situazione che stiamo vivendo, sia gli intendimenti dei governanti sulle politiche necessarie per uscire dal labirinto di una crisi economica che non da tregua.

Due punti sono particolarmente rilevanti:

1) L’aumento della dotazione finanziaria del Fondo Monetario Internazionale di ulteriori 456 miliardi di dollari. Da notare che ben 75 miliardi di questi verranno messi a disposizione dai paesi BRICS;

2) La proposta di Mario Monti di utilizzare il Fondo “salva stati” dell’Unione Europea per calmierare i tassi di interesse dei titoli di stato dei paesi in forte difficoltà nei mercati finanziari. Secondo la proposta di Monti, i fondi dovrebbero essere usati qualora i tassi e gli spread superassero una determinata soglia.

Partiamo dal primo punto: un simile aumento delle dotazioni del FMI sta a significare che è pacifico, per i nostri governanti, che ci saranno ulteriori fiammate della crisi che andranno ad incidere sulle finanze degli stati nazionali e che, di conseguenza, questi avranno necessità di essere salvati. Naturalmente la salvezza degli stati, da parte del FMI, non coinciderà con la salvezza dei popoli che anzi vedranno annichiliti i loro diritti sociali, così come vuole il furore ideologico del FMI santificato nei dettami del cosiddetto Washington Consensus. Il secondo punto che ho citato, ovvero la proposta di Mario Monti, è quantomai importante per noi italiani. L’idea di utilizzare il fondo “salva stati” per acquistare bonds governativi delle nazioni in difficoltà è una implicita ammissione della impossibilità di finanziare, attraverso i canali abituali, il debito pubblico italiano nel medio periodo. Una sorta di confessione che per l’Italia è necessario il salvataggio. Chiedere/proporre questa sorta di salvataggio  mascherato, equivale – a modo di vedere dello scrivente – a chiedere una sorta di “onore delle armi” all’atto della resa. Dunque, in sostanza, si chiede di evitare  il passaggio umiliante attraverso le forche caudine  dell’intervento diretto della temuta troika (FMI, UE, BCE). Pare che la Merkel abbia mostrato un certo interesse per questa ipotesi di lavoro. Mentre da Bruxelles un portavoce ha esternato ufficialmente lo scetticismo delle istituzioni comunitarie: “sarebbe un’aspirina” ha dichiarato. Tradotto in altri termini l’espediente sarebbe utile contro i sintomi ma non contro le cause della malattia. Molto probabilmente, se l’idea di Monti fosse approvata in uno dei prossimi vertici europei, verranno chiesti all’Italia nuovi feroci tagli alla spesa pubblica. La sindrome greca è già probabilmente scritta nel nostro futuro prossimo, con ulteriori tagli sarebbe una certezza matematica. 

Personalmente credo che la proposta di Monti sia molto pericolosa per alcuni motivi:

1) E’ una implicita ammissione di impotenza e questo i mercati finanziari lo capiranno presto;

2) Verranno chiesti comunque ulteriori tagli alla spesa pubblica con conseguente ulteriore diminuzione della domanda interna:

3) I bonds italiani collocati sul mercato finanziario diventerebbero immediatamente subordinati rispetto ai bonds collocati attraverso il fondo “salva stati“. I mercati finanziari appena comprenderanno la cosa chiederanno un maggior “premio” per il rischio e alla lunga questo premio sarerebbe probabilmente talmente alto da non permetterci più di collocare i nostri titoli sul mercato. Rischieremmo di diventare dipendenti totalmente dalla bombola d’ossigeno europea. Chiedere ai greci che cosa questo significhi.

Non pare azzardato dire, dal mio punto di vista, che il G20 messicano sia stato un grande mercato dove il bene in commercio era il Tempo. Tutte le ipotesi concrete di intervento sul campo non sembrano infatti orientate alla soluzione dei problemi ma solo alla necessità, da parte dei governanti, di guadagnare giorni e mesi. Dunque, se questo è l’obbiettivo, mettere a disposizione delle istituzioni sovranazionali ulteriori risorse finanziarie per fronteggiare i prossimi focolai della crisi, era di vitale importanza.  Non appare chiaro però cosa si intende fare con il tempo guadagnato dalla inesorabile (se si continua di questo passo) redde rationem.

PS

Mentre scrivo queste poche righe, lo spread BTP/Bund sembra fare rotta verso i 400 punti base. Probabilmente il mercato valuta come molto probabile l’accoglimento della proposta Monti. Tutto da copione. Nel frattempo inoltre, organi di stampa danno per probabile il taglio del rating delle banche inglesi da parte di Moody’s. La giostra continua a girare…

 

 

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