Dialogo a Foresta Burgos

di Giuseppe Masala

Un piccolo racconto senza pretese dell’autore del blog.

Don Rimundu Matzu, curato di Bono, si alzò presto quella mattina. Era stato convocato dal Vescovo di Ozieri – con una lettera arrivata un paio di giorni prima – per discutere di non meglio precisati argomenti sull’attività della Chiesa. Salì a cavallo che ancora era buio – a puddiles – e si diresse verso Foresta Burgos per poi andare verso il villaggio di Ittireddu ed infine Ozieri.
Sulla strada buia che si arrampica per i monti non riuscì ad intravedere, sulla sua sinistra, neanche il colle dove si erge il Castello di Burgos: ancora un’ora ed il sole sarà alto mormorò a se stesso prima di iniziare a recitare – a mezza bocca – un Pater, un po’ per occupare il tempo un po’ per scacciare l’inquietudine.
Dopo una mezz’ora di Pater a mezza bocca – finalmente – le prime luci dell’alba arrivavano alle sue spalle dal Monte di Gonare. Ancora una volta – pensò – la Madonna l’aveva aiutato: nessun incontro con i malandrini che infestavano i monti del Goceano. Rincuorato accelerò il passo. Prima di mezzogiorno voleva essere al cospetto di Sua Eccellenza.
Verso le fonti di Enas Noas – quando la salita diventa falsopiano – un forte odore di tabacco gli arrivò alle narici. Non si preoccupò, sapeva che non erano i malandrini. L’odore era inconfondibile, Ziu Bacchis De Logu rientrava in paese dalle basse di Mores e fumava la sua pipa.
<< Buongiorno, Don Rimundu, cosa ci fa da queste parti di prima mattina? >> esclamò Ziu Bacchis appena lo vide.
<< Buongiorno a te, Ziu Bacchis, stai rientrando da Mores immagino. Io sto andando ad Ozieri, ho un colloquio con Sua Eccellenza il Vescovo>> rispose Don Rimundu.
<<Ah, a colloquio dal Vescovo, posso immaginare i motivi. Più che un colloquio credo sia il pagamento de sa parte alla Diocesi!>> esclamò sorridendo Ziu Bacchis.
<<Ma che parte e parte. I fedeli non danno niente alla Chiesa. Le annate sono brutte e soldi in Goceano non ne arrivano! Solo qualche anima buona mi porta ogni tanto una forma di formaggio o un casizzolu. Se no non saprei manco come sfamarmi. Mala tempora currunt! Piuttosto tu, Ziu Bacchis, ma cosa ci vai a fare nelle basse? Cosa ci vai a fare a Mores?>> disse il curato.
Ziu Bacchis batté la pipa ormai spenta sul palmo della mano e chiuse nel pugno i residui di cenere e tabacco. Scese da cavallo e battendo ritmicamente il piede sul tratturo polveroso disse: <<Affari! Don Matzu, solo affari!>>.
<<Li conosco bene i tuoi affari>> disse sorridendo il prete, che continuò: <<Tu vai a Mores per propagandare le tue idee malsane. Libertà, eguaglianza e fratellanza! Ma quale libertà, ma quale fratellanza? E non parliamo poi di questa idea stupida dell’eguaglianza. Domine Dio non ci ha fatto tutti uguali! Siamo uguali solo al suo cospetto, nella vita eterna, con i nostri peccati, le nostre debolezze e le nostre omissioni! E non parliamo poi di quell’altra idea pazza: la separazione dei poteri. Il Potere è uno, discende da Dio, ed è dato ad uno ed uno soltanto. Con la benedizione di Sua Santità il Papa, si capisce. Così va’ il mondo perché così deve andare! Lassa su mundu comente l’as connottu…>>.
Ziu Bacchis, accarezzò la sua barba ormai grigia, ripose la pipa dentro la bisaccia e scoppiò in una fragorosa risata, come sempre quando iniziava ad innervosirsi: <<Ah, gli uomini non sono uguali? Proprio tu lo dici che parli, ai tuo seguaci, di Vangelo? Gli uomini sono uguali, questa è la verità. Nessuno può decidere per tutti, tra l’altro, nel suo personale interesse ed in quello dei suoi parenti, oltre che di voi della Chiesa Cattolica, naturalmente. Il mondo deve cambiare. E poi, la separazione dei poteri, che tanto ti da fastidio, è fondamentale per evitare l’arbitrio del potente sul debole. Del ricco sul povero. Io ho dedicato la vita a questi ideali. Si, è vero sono sconfitto. La Rivoluzione francese è finita. A Vienna avete deciso di ritornare al vecchio. Ma sappi che di una cosa sono convinto: nessuno può ritornare al passato quando ormai le idee nuove si sono diffuse. Siete solo dei poveri illusi. Degli apprendisti stregoni che tentano di riportare il Diavolo nell’ampolla. Ma nessuno è mai riuscito a fare questo. Il tuo Papa, l’austriaco Metternich e tutti gli altri, sono solo degli illusi. Possono aver rimesso sul trono di Francia il Re Borbone. Ma le idee circolano, si diffondono e nessuno le può fermare>>.
<<Ah, le idee della Rivoluzione Francese. La tua rivoluzione. Ma a cosa è servita? Solo un immenso lago di sangue è stato fatto. E poi, proprio tu parli? Tu, proprio tu, queste cose le sai bene. Tuo cugino Juanne Maria é morto povero per queste idee pazze. Non potete manco piangere sulla sua tomba visto che è stato sepolto in una fossa comune a Parigi, come un pezzente. Ohi ohi Ziu Bacchis! Se fosse stato solo più accorto. Se non avesse esagerato con queste idee quando fu nominato Alternos. Ah, se avesse usato prudenza, un impero avrebbe fatto. E anche io, curato di Bono, sarei stato il curato di un paese importante. Al popolo bisogna dare l’opportunità di mangiare e qualcosa in cui credere. I diritti? Ma quali diritti poi? I diritti manco li capiscono! Bisogna dare certezze non dubbi, a quello che tu chiami Popolo. Sono solo pecorelle smarrite che hanno bisogno di due cani pastori per essere difese dai lupi e di un pastore per essere accudite>>.
Ziu Bacchis risalendo a cavallo rispose: <<No, non pecorelle da accudire, ma da mungere e a volte anche da macellare nelle vostre guerre. Buongiorno signor curato di Bono, città mancata!>>.
<<Buongiorno Ziu Bacchis. Ricorda però che è così che va il mondo e così andrà anche tra mille anni. Caro il mio rivoluzionario mancato!>>.

Nota

“Lassa su mundu comente l’as connottu” è una tipica esclamazione sarda che sta a significare, grosso modo “consenrva il mondo come l’hai conosciuto”.

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