L’ultima lezione

di Giuseppe Masala

Ahi  serva Italia,

Bad and breakfast di dolore,

Che gran bordello,

Mi si stronca il cuore

 

Se le case parlassero e i palazzi volassero

Allora gli aereoplani scoprirebbero il guaio

D’esser fatti di  acciaio…

Avessi l’ali e fossi un rondinino,

Avessi l’ali per librarmi in cielo…

Ci avevo l’Alitalia traballante,

Se n’è volata via con il contante

Se n’è volata via lontan da me,

Ché non c’avevan due per fare tre

Pensiam di risanarla presto e bene,

Parecchio si discetta se conviene

Far questo o quello oppur quell’altro ancora

Siam nella cacca e non se n’esce fora

Immersi sino al collo e a profusione,

Fece Alitalia auto-tarpazione

 

Ahi serva Italia,

di contratti a ore,

pensi il futuro

e ti spaurisce il core

 

Parliam del treno, mezzo di trasporto

Più romantico assai dell’aeroplano,

Anche sulle rotaie  tutto è torto,

Qualcuno va persino contromano.

Le nostre ferrovie, son rinnovate,

Divise nuove addosso ai controlli,

Verdi, son verdi, sono poi firmate,

Sui treni regionali che dolori …

Il viaggiator? L’appellano clientela

Pur c’è la Tav, ma la vecchia tela

Delle strade ferrate nazionali,

Mostra l’ordito dei suoi antichi mali

Il pendolare dalla faccia smunta,

La studentessa col bellico all’aria,

Il ragazzetto colla testa unta,

Il pensionato… gente molta e varia…

E l’immigrata, la pezzola in testa,

Con due figlioli appesi ad ogni seno,

Tutti ingabbiati fitti sopra il treno,

E tutti avvolti da uno stesso odore,

Tale da far rimpiangere il vapore

E la toilette? Resta una latrina,

Com’era ai tempi della Littorina

 

Ahi Serva Italia,

Ahi, vecchio scarpone,

Io canto il mio lamento

Da coglione

 

Ma i mezzi di trasporto … lascia andare…

La società s’evolve, c’è il progresso,

Tutto diventa, tutto, virtuale …

E ciò che conta infine… è aver l’accesso

Alle reti … questo vale.

Diciam  di reti dunque, miei signori,

Parliam di reti, pesci e pescatori

Santi, poeti, eroi, navigatori,

Manager, maneggioni e truffatori,

Affaristi, imbroglioni, mentitori,

Finanzieri, usurai, millantatori,

Evasori, spioni, truccatori

E chi più ne ha più ne metta, allora,

in questo immenso vaso di Pandora

Reti. Comunicazioni, televisione,

(Ora sì che è un bello gnocco!)

Programmi cialtroneschi, filmi visti,

E poi consigli, consigli per gli acquisti

L’era della scrittura, è morta, idem  pel conversare,

O moribonda, è l’era del parlare …

E poi  l’era dell’onda,

Fatti portar dall’onda, bella bionda…

Che te ne frega a te del congiuntivo

Se l’onda ti fa divo?

Internet? Cazzo, bello, bene bravo,

Forse anche senza cavo …

Navigare … accerta il corso e poi spiega la vela,

Invece di star lì,  mattina e sera,

Oh quanti tempi persi, tempi iti,

Naufragio dentro a mille sciocchi siti

Pronto chi parla? Piange il telefono…

Non piange molto, solo un pochinino,

Non più telefono, or telefonino

Pronto chi spia, là dalla centrale?

Con le notizie che ci vuol fare?

Quali gli intrighi su questa  fitta rete?

Pronto chi parla? Ma voi chi cazzo siete?

Siete i servizi? Servizio come e a chi?

Questo lamento mio finisce qui

 

Ahi serva Italia

Te la passi male

Misera e sola

In grande fortunale

Misera, sola e mesta

In gran tempesta

Ove non  scorgi approdi

Io sarò fesso …

Spero ancora in Prodi

(fine dicembre 2007, mi pare)

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Franco Belli, Poeta ed Economista (Siena 11 Febbraio 1942 – Siena 6 Novembre 2012)

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