La Finanza: malattia o sintomo?

di Giuseppe Masala

finanziarizzazione

Vista in questa prospettiva, la severità e la durata della crisi attuale non hanno niente di sorprendente. Essa rappresenta infatti il punto di caduta di oltre un trentennio di crescita asfittica, di stentata valorizzazione del capitale, a cui si è risposto con la finanziarizzazione su larga scala. Per decenni, la risposta al pericolo della stagnazione economica è stata rappresentata dalla crescita del debito e della finanza. L’esplosione della finanza e del credito ha infatti svolto, nel contesto di quella crescita stentata, una triplice funzione: 1) mitigare le conseguenze della riduzione dei redditi da lavoro sui consumi; 2) puntellare i settori industriali afflitti da un eccesso di capacità produttiva; 3) fornire alternative più redditizie rispetto agli investimenti nel settore manifatturiero. Da questo punto di vista, la finanza non è la malattia, ma il sintomo della malattia e al tempo stesso la droga che ha permesso di non avvertirla — e che quindi l’ha cronicizzata.

Vladimiro Giacché, Titanic Europa – La crisi che non ci hanno raccontato -, Roma 2012

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