Foucault, Kubrick e la disumanità della (cripto) moneta

di Giuseppe Masala

kubrick

Una delle pecche più rilevanti – secondo chi scrive – delle scienze economiche è lo studio poco approfondito della moneta. Gli economisti conoscono credo abbastanza bene il comportamento della moneta (quantità M1, M2, M3, velocità di circolazione, moltiplicatore dei depositi, trappola della liquidità e quant’altro) e le funzioni che essa svolge (misuratore di valore, facilitatore degli scambi e riserva di valore). Ma una definizione approfondita di moneta solo pochi economisti hanno provato a darla.

Al contrario i filosofi, fin dall’antichità, si sono interrogati sull’essenza di questo strumento. Secondo Aristotele “la moneta è legge”, non è ricchezza in se, ma è il simbolo (accettato per legge) che rappresenta la ricchezza (Leggi nota 1). Tra i contemporanei credo sia estremamente originale il pensiero di Michel Foucault che inserisce l’economia nei meccanismi regolatori tesi ad “assicurare” il biopotere (Leggi nota 2). E quale può essere il principale strumento regolatore se non la moneta che è il simbolo con il quale è rappresenta la ricchezza e addirittura – per dirla con Platone – è essa stessa Legge?

Non sembri l’argomento astratto. L’argomento è assolutamente concreto. Tanto per fare un esempio le guerre ideologiche tra economisti sulla necessità di “stampare moneta” sono da un lato di primaria importanza nella vita di tutti i giorni e dall’altro lato sono guerre dove ambe le parti portano – troppo spesso – argomenti monetari “mutilati” perché non è chiara (in certi casi è addirittura assente) una definizione di moneta che sia perlomeno plausibile.

In questo dibattito (mutilato) a mio modo si inserisce un altro argomento di assoluta e stringente attualità: la nascita delle cripto-monete. Per cripto-monete (Leggi nota 3)  intendo le monete elettroniche che sono nate in pochi anni e che vengono usate nelle transazioni via internet.

Prima che il lettore sprovveduto faccia un sorrisino, faccio notare che (a) il cambio tra bitcoin e dollaro USA ha raggiunto i 900 dollari per bitcoin, (b) che sta per nascere il primo fondo quotato nella borsa USA e denominato in bitcoin e (c) che anche i banchieri centrali sono costretti ad occuparsene.

Premesso che nell’economia del discorso che sto facendo non ha nessuna importanza analizzare il modo (se c’è) di fare soldi con le varie cripto-monete e se esse siano o meno un buono o cattivo investimento, vorrei dire che esse si sostanziano – nella mia visione – per due caratteristiche:

1) Per la prima volta si rompe il tabù che la moneta debba essere emessa da un autorità superiore (Sovrano, banca centrale, banche commerciali) ma che possa nascere dal basso;

2)Per la prima volta si è rotto il tabù che a governare la moneta (in particolare la quantità di moneta offerta) non è (in questo caso specifico) un essere umano o un gruppo di esseri umani più o meno competenti e illuminati, ma un programma informatico che lo fa in base a quanto stabilito aprioristicamente da un algoritmo e al di là delle contingenze del ciclo economico.

Come dicevo, non importa se le cripto-monete attualmente esistenti sopravviveranno, ciò che conta è che per la prima volta sono stati rotti dei tabù che esistevano da millenni: quando si rompe un tabù è impossibile tornare indietro.

Come ci si deve porre di fronte ad una cripto-moneta, vista come strumento di biopotere, che non è più regolata da uomini (preparati o incompetenti, malvagi o buoni ma pur sempre uomini) ma è regolata da un algoritmo così come HAL 9000 regolava la vita degli astronauti dell’Odissea kubrickiana?

Vista questa enorme rivoluzione (Leggi nota 4) che depotenzia di molto la Legge “comunque” umana (Leggi  nota 5), assume – secondo me – la caratteristica dell’urgenza lo studio sulla natura più profonda della moneta. Non affrontare questo tema trasformerà la scienza economica  in nulla più che una “stregoneria” dove gli stregoni (ricercatori professionali o economisti) e gli apprendisti stregoni (cultori della materia o commentatori) non sono nulla più che adoratori di feticci (ognuno il suo preferito, Hayek, Keynes, Marx o chiunque altro).

Note

(1) «Infatti, il più delle volte si ritiene che la ricchezza consista in una quantità di moneta, giacché è la moneta ciò su cui sembra concentrarsi il commercio. E tuttavia, accade una buona volta che la moneta appaia invece come peculiare “non…senso”, cioè come qualcosa la cui natura è di essere interamente legge – e non qualcosa che sorga da sé e in vista di sé -, dal momento che, quando coloro che ne fanno uso l’hanno effettivamente scambiata, essa non ha più alcun valore, e nemmeno è di una qualche utilità per le necessità della vita. E in effetti, un uomo ben provvisto di moneta può trovarsi a mancare degli alimenti a lui necessari. Ma sarebbe davvero assurdo che la ricchezza fosse tale che un uomo ben provvisto di essa si trovasse a morire di fame, come Mida nel mito: al quale, per via della sua ingorda preghiera, tutto ciò che gli veniva offerto si trasformava in oro.»
Aristotele, Politica, Libro I, 1257b 8-17

(2) Zanini Adelino, L’ordine del discorso economico – Linguaggio delle ricchezze e pratiche di governo in Michel Foucault, Feltrinelli

(3) (le più importanti sono la bitcoin e la Litecoin, ma ne abbiamo una anche “socialista”: la Freicoin

(4) Per chi scrive le cripto-monete circoleranno insieme alle valute statale. Probabilmente ci saranno anche convergenze, nel senso che nel circuito della moneta statale” ci saranno “prodotti finanziari” denominati e/o convertibili in cripto-moneta e viceversa. Questa è già una enorme rivoluzione in parte già in atto che intacca sostanzialmente il potere statale e il potere delle banche commerciali e degli altri attori finanziari. Credo improbabile, almeno in un futuro immaginabile, che la cripto-moneta faccia sparire completamente le monete emesse dagli stati.

(5) (quanta moneta? Chi lo stabilisce? Le leggi antiriciclaggio statali come le si fa rispettare? Come imporre tributi e chi è legittimato a farlo? Ecc.)

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