zeroconsensus

Cuore, batti la battaglia!

Mese: agosto, 2014

Innovazione tecnologica, lavoro e capitale.

Riccardo Bellofiore insegna economia all’Università di Bergamo.

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Le etnie si creano?

etnia

 

di Joseph Halevi

Ho letto i due libri di Shlomo Sand, il primo sull’invenzione del concetto di popolo ebraico, il secondo sull’invenzione del concetto di Israele. Ho trovato il secondo più interessante del primo. Il secondo affronta veramente il modo come è stata costruita l’idea di terra di Israele sia nel cristianesimo che dalle potenze coloniali ottocentesche in maniera del tutto seprata dall‘ebraismo. e mostra bene come il sionismo si sia agganciato a quoi concetti, il romanticismo e nazionalismo tedesco figurano come un elemento determinante nella concezione europea della Terra di Israele e nella concezione assunta dal sionismo. Ottimo lavoro. Il primo è più problematico non perchè sia sbagliato, anzi è validssimo anche se scritto un po’ a valanga. Fu un odiatissimo best seller in Israele. Solo che non è valido solo per il concetto di popolo ebraico, vale anche riguardo i palestinesi, gli italiani, i francesi. ecc. Infatti Shlomo Sand vuole applicare la moderna etno antropo storiografia alla storia di Israele e del concetto di popolo ebraico. Egli inizia proprio mostrando che non esiste una realtà atavica di Italiani (discendenti dei latini, balle dice Sand), dei francesi (nos ancetres les Gaulois, balle plurime scrive Sand). La sua tesi è che i popoli non si formano naturalmente; naturalmente le varie componenti umane che finiscono per definire un popolo non sanno per niente a chi appartengono. La formazione di un popolo è un “construct” , una creazione determinata da processi politico-ideologici ecc. Prende in giro i greci moderni che credono di discendere dall’antichità. Si applica pienamente anche ai palestinesi. Prima della WW1 i palestinesi non sapevano di essere tali, le èites di Giaffa e Haifa pensavano solo limitatamente come palestinesi bensì si riferivano alla Siria. Non c’era divisone tra Siria/Libano/Palestina. Quindi anche il popolo palestinese è un’invenzione, un construct.

Tratto dalla pagina Facebook del Professor Halevi

Austerità espansiva. What is it?

austerità

 

Sovente si sente parlare di austerità espansiva. Proviamo a comprendere cosa significa questa locuzione alquanto paradossale che ricorda le famose “convergenze parallele” di cui tanto si parlava nella prima repubblica.

Credo di poter dire che la casistica delle manovre di finanza pubblica si riduca a tre possibili situazioni:

  1. Se eventuali tagli alla spesa pubblica vanno a ridurre il deficit pubblico e dunque il debito complessivo possiamo parlare di semplice manovra di austerità per sua natura recessiva.
  2. Se eventuali tagli della spesa pubblica vanno a finanziare riduzione delle imposte (o altri benefici) al settore privato siamo di fronte ad una situazione di “austerità espansiva” qualora la variazione negativa del Prodotto Interno Lordo dovuta al taglio della spesa pubblica sarà compensata e sopravanzata dalla variazione positiva del Prodotto Interno Lordo dovuta alla concessione dei benefici fiscali (di pari ammontare ai tagli alla spesa pubblica) al settore privato.
  3. Se eventuali tagli alla spesa pubblica che vanno a finanziare una riduzione delle imposte (o altri benefici) al settore privato generano una riduzione del Prodotto Interno Lordo maggiore dell’aumento del Prodotto Interno Lordo dovuto alla concessione dei benefici al settore privato siamo di fronte, invece, ad una situazione di “austerità comunque recessiva”.

Mi pare di poter dire, vista anche la composizione della spesa pubblica, che la ricerca dell’Araba Fenice chiamata “Austerità Espansiva”  oltre che molto complessa possa portare a gravi delusioni: si potrebbe scoprire che stiamo parlando di cifre veramente irrisorie, soprattutto se rapportare al Prodotto o al Debito Pubblico italiano.

I lettori più attenti avranno certamente notato che non ho considerato l’eventuale risparmio dovuto al calo dei tassi di interesse sul debito pubblico dovuto ad eventuali tagli alla spesa pubblica. Non si tratta di una dimenticanza. Zeroconsensus è abbastanza certo che i tassi di interesse siano ormai marginalmente legati ad eventuali decisioni di politica economica da parte dei governi  ma che siano direttamente correlati alle decisioni di politica monetaria delle banche centrali. Per avere la controprova (se mai ce ne fosse bisogno) basta attendere. Per nostra sfortuna.