Il ritorno del fantasma greco.

di Giuseppe Masala

grecia

 

Nel silenzio colpevole dei media internazionali la situazione finanziaria greca si fa di nuovo problematica. Oggi il rendimento dei bond a dieci anni dello stato greco ha raggiunto un tasso del 7,09% con uno spread di 625 punti base rispetto ai bund tedeschi. Siamo ritornati insomma in zona rossa. La prima conseguenza si è avuta nelle quotazioni della borsa di Atene che è crollata del 5,7%.

Se questo fenomeno di rialzo repentino dei tassi non rientrerà rapidamente è chiaro che per la Grecia si prospettano scenari inquietanti: tassi insostenibili come questi, porteranno a costi altissimi di rifinanziamento del debito, di conseguenza ad un esplosione del deficit statale ed in definitiva alla necessità di un nuovo bailout dalle autorità europee se non, addirittura, dalla famigerata Trojka (FMI, UE, BCE). Inutile dire che questo possibile nuovo bailout non sarebbe “gratis” ma al prezzo di ulteriori tagli alle spese dello stato che porterebbero ad una ulteriore caduta nella recessione dell’economia greca.

Al di là del dramma infinito di questa sfortunata nazione va inoltre sottolineato che questa impennata dei tassi potrebbe essere il segnale che qualcosa si sta perturbando nel mare magnum dei mercati obbligazionari europei (soprattutto dei paesi periferici). I segnali che fanno ipotizzare questo sono molteplici: dalla caduta di molti stati in una situazione di deflazione conclamata, al collasso di qualche istituto bancario (per esempio il Banco Espirito Santo in Portogallo o la situazione di estrema difficoltà del sistema bancario bulgaro). Non solo, anche i paesi “core” dell’UE danno segni di difficoltà, a partire dalla Germania che ha tagliato i tassi di crescita del Pil per il prossimo anno e che vede la fiducia degli imprenditori ai minimi da alcuni anni a questa parte. Il tutto poi, come se non bastasse, va inquadrato in un contesto internazionale problematico: basta pensare allo scontro “geopolitico” tra UE ed USA da una parte e Russia dall’altro, con coda di sanzioni e controsanzioni tra i due blocchi.

Nuvole nere all’orizzonte: il rischio di una nuova tempesta non si può escludere.

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