Una recensione al “Romanzello”

di Giuseppe Masala

burgos

di Carla Locci

Vincitore della terza edizione del premio letterario “Città di Dolianova”, Una semplice formalità di Giuseppe Masala è un racconto lungo, un romanzo breve o, come l’autore ama definirlo, un “romanzello”. Pubblicato dalla casa editrice digitale Regina Zabo in collaborazione con lo Studio editoriale Typos; ambientato tra Logudoro e Goceano nel 1820, alla vigilia dell’editto delle chiudende.

La sua ambientazione sarda è dovuta alla volontà dell’autore di riflettere sulla nascita del Capitalismo – Giuseppe Masala è un economista il cui pensiero è fortemente influenzato dal pensiero di Marx, Schumpeter, Leontieff e Goodwin – «La storia Sarda», afferma Masala, «è l’unica in cui si può chiaramente individuare il momento della nascita di questo sistema economico, che coincide con l’Editto delle Chiudende, che segna la nascita della proprietà privata in Sardegna». La storia, i personaggi, le diverse situazioni di cui Masala tiene abilmente i fili possono essere quindi letti come metafora di qualcos’altro.

Alla vigilia della promulgazione dell’editto delle chiudende, Bachis De Logu, un anziano giacobino reduce della “sarda rivoluzione” di Giovanni Maria Angioy, viene assassinato brutalmente. Le indagini condotte dall’ambizioso Tenente dei Carabinieri De Thorn portano inizialmente verso una pista politico affaristica ma, su pressione di un suo superiore, abbandona questa ipotesi e indaga in una direzione certamente più banale e rassicurante. Il romanzo merita di essere letto anche al di là delle metafore, ci restituisce infatti un fedele spaccato della società sarda del periodo, i personaggi e le situazioni sono verosimili e ben costruiti, curati del dettaglio e supportati da un’attenta ricerca storica.

Masala, durante il nostro incontro ha rievocato un ricordo che gli è stato utile durante il lavoro di scrittura. Era durante la presentazione del libro di un giovane autore sardo, a cui era presente anche il giornalista e scrittore Bachisio Bandinu che, un po’ per provocare, un po’ per spingere il giovane autore alla riflessione, gli chiese: «Chie sun sos personaggios? Itte narana? Itte pessana?». Masala non si è soffermato sulla reazione del giovane autore a questa domanda, ma sicuramente possiamo dire che è stata fondamentale durante processo creativo del suo “romanzello”. Durante la scrittura di Una semplice formalità egli aveva sempre in mente la domanda di Bandinu al giovane scrittore e la ricerca di una risposta a questo quesito è stata fondamentale nella costruzione dei personaggi che risultano non solo avere un senso ben preciso sia a livello superficiale, ovvero nella costruzione della trama, che a un livello più profondo del testo, relativo alla riflessione sul Capitalismo.

La recensione è stata pubblicata da Il Manifesto Sardo

Nella foto il castello di Burgos così come lo ha visto il protagonista del romanzo prima di essere assassinato.

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