Piotr e la costante resistenziale

di Giuseppe Masala

majakovskij

 

Kalaresk, Luglio 2846

Il vecchio Piotr guardava il mare dai quei ruderi archeologici che l’antico popolo sardo, ormai estinto, chiamava Cittadella dei Musei: << Sono ormai quasi cinquecento anni che siamo su questa terra, temo che anche il nostro tempo sia arrivato alla fine>> disse a bassa voce:<<Siamo arrivati qui dalla Karelia nordorientale ormai secoli fa, abbiamo combattuto contro i mediorientali e i qatarioti e ci siamo presi questa terra ormai disabitata. Abbiamo mantenuto le nostre tradizioni, la nostra lingua (un misto finno-russo) e abbiamo mantenuto la Religione dei nostri Padri, il Vahlalla-Sovietivo. Adoriamo ancora oggi le sante Icone di Lenin, Esenin e Majkovskij circondati – in una splendida iconografia – da fiere Valkirie>>. Il vecchio Piotr fece due passi, senza distogliere lo sguardo da quella che l’Antico Popolo chiamava “Sella del Diavolo” dove ancora oggi si possono ammirare i resti di una importante guarnigione militare dell’epoca: il 152 Rgt. Sassari. <<Che strano popolo era quello sardo; tra quelli del Nord, che quelli del Sud chiamavano “gabillos” e quelli del Sud, chiamati non troppo affettuosamente “maurros” da quelli del Nord a sottolinearne le origini mauritane, c’era una fiera rivalità durata centinaia di anni se non migliaia e poi, il loro governo cosa fa? Manda al Sud una guarnigione militare proveniente dal Nord e con il nome della città nemica: una bizzarria che sa di beffa. >>
Piotr, l’Anziano consigliere della Dieta del Santo Vahlalla-Sovietivo che amministra quelle terre sospirò e riprese a parlare sommessamente – sottovoce – quasi come se recitasse una preghiera:<<Ora anche il nostro tempo è giunto, lo sento. Arrivano dal mare uomini provenienti dalla Malaysia che parlano uno strano dialetto anglo-vietnamita e adorano Buddha e la Santissima icona di Mao Tse-tung. Aprono i loro commerci, ma alla fine si prenderanno tutto. Noi siamo vecchi, abbiamo combattuto, ci siamo tenuti per secoli le nostre tradizioni, la nostra musica vichingo-sovietica e soprattutto la nostra religione. Senza contaminazione. In un vecchio frammento si parla di una strana locuzione – la Costante Resistenziale – teorizzata da un alto esponente dell’Antico Popolo, quel Giovanni Lilliu chiamato il Sardus Pater (o Pather, dai frammenti non è chiaro). Si tratta della capacità, del popolo che abita l’isola, di resistere a qualsiasi contaminazione esterna. L’Antico Popolo è morto di costante resistenziale. Noi stiamo morendo dello stesso male. La Sardegna non è dominata da alcun popolo, ma dalla malattia chiamata Costante Resistenziale che colpisce chi vi abita>>.


Il Vecchio Piotr, si accasciò al muretto, provò ad aggrapparvisi per trovare la forza di guardare per l’ultima volta il mare e morì.

(Nella foto la Santissima Icona di Majakovskij con la Santa Valkiria Lilja Brik)

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