Gli esuberi bancari tra Marx e Asimov

di Giuseppe Masala

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Mentre mangiavo la mia insalata, riflettevo sulla canea che è scoppiata in Italia dopo che è filtrata la voce secondo cui entro i prossimi 10 anni il numero dei bancari sarà dimezzato. Chi ha letto bene Karl Marx non si meraviglia di questa prospettiva.

Sfortunatamente la falcidia dei posti di lavoro nel settore bancario è nell’ordine naturale delle cose. L’innovazione tecnologica a partire dai sistemi di Home Banking rende il modello tradizionale fondato sulla chiesa-filiale completamente antieconomico. Oltretutto le disastrose condizioni economico-finanziarie delle banche italiane impongono particolare (ma ahimè inutile) ferocia nella gestione della transizione dal vecchio modello di organizzazione a quello nuovo. Inutile dire che l’ulteriore distruzione di posti di lavoro genererà ulteriori sofferenze sociali ma anche ulteriori squilibri a livello di sistema.

Infine, la distruzione di posti di lavoro nel settore bancario non è che una parte (probabilmente nemmeno la più importante) della distruzione inesorabile di posti di lavoro che seguirà alla rivoluzione robotica. Dobbiamo ripensare la nostra organizzazione sociale, dobbiamo ripensare la nostra vita.

Il miglior suggerimento da dare è rileggere Karl Marx, che fu il primo a porci di fronte al problema della variazione della «composizione organica del capitale» (di questo si tratta! Scusate, ma il termine è tecnicamente appropriato). Troppi nani e troppe ballerine hanno provato a seppellire il titano di Treviri nel cimitero delle idee sbagliate della storia. Non era così, lui è vivo e sta presentando un conto molto salato alla nostra ignoranza.

Cerchiamo dunque di sintetizzare in pillole la questione, all’ombra di un grande pensiero quanto mai attuale:

– È chiaro come la vaporizzazione di metà della forza lavoro dei bancari e poi di altre intere coorti di lavoratori attesta una volta di più che gli scellerati che volevano seppellire Marx avevano fatto male i conti. La legge della variazione della composizione organica del capitale secondo la quale all’aumentare del rapporto tra il capitale fisso (per esempio i robot e l’intelligenza artificiale quando diventeranno di uso comune) e quello variabile (lavoro umano) si ha una discesa del tasso tendenziale di profitto. E dunque dalla crisi non si esce, anzi ci sarà un avvitamento. Come peraltro previsto nel celeberrimo scritto di Albert Einstein sulla Monthly Review.

– Se ci sarà un sempre maggior esubero di esseri umani nel sistema di produzione e scambio capitalista è chiaro che siamo di fronte ad una crisi che rischia di essere irreversibile (perlomeno con metodi non cruenti).

Come uscirne? Marx proponeva la socializzazione dei fattori della produzione affinché tutti godano dell’aumentare del tempo libero e ci sia meno alienazione (insomma, in soldoni, lavorare molto meno per lavorare tutti). Oppure c’è la soluzione di riserva, ovvero quella proposta dall’unico non comunista che aveva una visione di sistema: John von Neumann. Lui proponeva (lui!) l’abbandono della ricerca scientifica e delle sue applicazioni nella produzione e nello scambio di beni e servizi tra esseri umani. Due soluzioni che poi sono molto simili, che volano nel trascendente e nello spirituale. Questi due geni, tra le menti più scintillanti degli ultimi secoli, hanno colto nel segno. Comunque sia, l’umanità dovrà confrontarsi con queste scelte, non ce ne sono altre: la pochezza delle altre teorie economiche è disarmante. Se non si affrontano i nodi, il modo di uscire dalla crisi sarà estremamente cruento.

– Terzo punto, c’è poco da fare: il tempo di Marx non era ancora arrivato, come peraltro lui stesso diceva, quando riteneva che il socialismo sarebbe potuto venire solo ad uno stadio avanzato di sviluppo industriale. Natura non facit saltus. L’Unione Sovietica è e resta un meraviglioso scherzo della storia che ha visto l’imposizione della società socialista manu militari grazie al genio politico di Lenin. Ma ovviamente i tempi non erano maturi. Eppure ci hanno fatto vedere cose grandiose (misconosciute, nascoste, occultate dai mass-media capitalisti, nella loro implacabile opera di damnatio memoriae).

– Alla fine Rosa Luxemburg aveva visto giusto. Quando verrà il momento bisognerà scegliere o il socialismo o la barbarie. Non si scappa. Ora sappiamo che la barbarie arriverà molto probabilmente sotto forma di guerra. Peraltro è il modo più semplice per dare un lavoro (in divisa) a milioni di persone di cui il sistema capitalista non sa che farsene.

– chi ha provato a liquidare Marx è solo un mentecatto. Lo ha resuscitato Isaac Asimov. Eccoci qui. La storia non finisce di stupirci.

Pubblicato originariamente per Megachip.info

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