Il Grande Miraggio del Divorzio tra Banca d’Italia e MinTesoro

di Giuseppe Masala

divorzio

 

Con la morte di Carlo Azeglio Ciampi è riesploso il dibattito sull’origine dell’abnorme debito pubblico italiano. Secondo molti questo è imputabile al cosiddetto divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia che ha fatto schizzare i tassi d’interesse sui titoli di stato italiano facendo esplodere, in valore assoluto, le dimensioni del nostro debito.

In realtà le cose sono molto più complesse. La verità è che il dibattito che portò alla separazione tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro è indipendente rispetto alle ragioni economiche, finanziarie e monetarie che portarono ad un aumento del debito pubblico italiano dovuto all’esplosione dei tassi d’interesse sui titoli del medesimo. Le traiettorie dei due avvenimenti sono secondo zeroconsensus del tutto indipendenti ma per una bizzarria della storia ad un certo tempo le linee delle due traiettorie si incrociano creando un incredibile effetto ottico. Proviamo a spiegarci.

La fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80, dal punto di vista economico, furono per il mondo occidentale flagellate dalla staginflazione, ovvero un particolare ambiente economico nel quale una forte inflazione conviveva con una crescita economica asfittica. Il problema fu risolto da una manovra – nota come Volcker shock – dall’allora presidente della Federal Reserve Paul Volcker con un aumento molto marcato dei tassi d’interesse che sì, fecero esplodere la disoccupazione USA al 10% ma che domarono l’inflazione riportando gli USA su un sentiero di crescita tale da riassorbire la disoccupazione creata dallo shock iniziale.

E’ evidente, che un aumento dei tassi in USA, costrinse coloro che in Italia amministravano la politica fiscale e monetaria di fronte ad un bivio: mantenere i tassi bassi accettando una svalutazione della Lira molto marcata che avrebbe importato inflazione (mai dimenticare che l’Italia è importatore di petrolio che notoriamente si paga in dollari) oppure aumentare i tassi d’interesse seguendo la scia di quanto si decise in USA. A torto o a ragione il Governatore della Banca d’Italia e il Governo Italiano si mossero sulla via tracciata da Volcker. Non importammo inflazione a due cifre ma ciò causò l’aumento del debito pubblico. Fu una scelta discutibile ma assolutamente legittima e assolutamente trasparente a modo di vedere di chi scrive.

In questo contesto politico-economico si interseca il dibattito se fosse giusto separare Banca d’Italia da Ministero del Tesoro dando alla prima assoluta indipendenza di manovra. Questo dibattito, come sanno coloro che conoscono la storia sfociò in quella che è passata alla storia come “lite tra comari” dove le comari erano Rino Formica e Beniamino Andreatta. Vinse il secondo e le sorti di Banca d’Italia furono separate da quelle del Ministero del Tesoro, ma l’aumento dei tassi che portarono all’esplosione del debito pubblico ci sarebbe stata anche nel caso in cui avessero vinto coloro che sostenevano il mantenimento del cordone ombelicale tra le due istituzioni. Una serie di colpi bassi – tipici della politica italiana – e ben spiegati dallo stesso Beniamino Andreatta in una lettera al Sole24Ore hanno alimentato quell’aurea di mistero e di complotto che hanno creato quella incredibile illusione ottica che vede nel “divorzio” la causa del debito pubblico italiano.

Zeroconsensus consiglia la lettura del saggio di Joseph Halevi su Paolo Sylos Labini dal titolo “Un economista intellettuale” nel quale – anche se in poche battute – viene chiarito con maestria il contesto finanziario e monetario dell’epoca e la decisone americana di aumentare i tassi che mise con le spalle al muro la Banca d’Italia e il Governo Italiano.

Infine, zeroconsensus si cosparge il capo di cenere per essere caduto anch’esso vittima dell’illusione ottica che imputa al “divorzio” la causa dell’esplosione del debito pubblico. E’ stato un errore dal quale con questo post ci si vuole emendare.

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