L’Abisso delle sofferenze bancarie

di Giuseppe Masala

abisso

 

Su questo blog seguiamo – nel limite del possibile – l’andamento delle sofferenze bancarie perché sono – a nostro avviso – un buon indicatore dello stato dell’economia italiana. Anzi, probabilmente sono il miglior indicatore in questo momento considerato che la crescita del debito pubblico (e il differenziale dei tassi con i titoli di debito benchmark) è falsata dal QE della Banca Centrale Europea che tiene i tassi di interesse vicini allo zero.

Bene i Supplementi al Bollettino Statistico resi pubblici dalla Banca d’Italia oggi ci informano (a pag. 30) che le sofferenze lorde del sistema bancario italiano nel suo complesso sono risalite ad oltre 200 miliardi di euro. Tale somma non si vedeva dal Gennaio di quest’anno ed indica innanzitutto che il tessuto economico continua a soffrire (e a non onorare le proprie obbligazioni con le banche) e soprattutto indica che in assenza di una ripresa economica accettabile le sofferenze tendono a riformarsi nonostante le operazioni di cartolarizzazione (che fanno iscrivere al bilancio delle banche perdite – nonostante gli accantonamenti – che erodono il capitale proprio). Dall’altro lato questa situazione inibisce le banche dal concedere altri prestiti sia alle famiglie che alle imprese rendendo fiacchi sia gli investimenti che i consumi. Inutile dire che tutto ciò accentua le difficoltà delle imprese sia per la perdita della competitività a causa degli scarsi investimenti che a causa della mancata redditività causata dai bassi consumi.

Una situazione davvero drammatica che vanifica fortemente gli effetti del QE della Banca Centrale Europea e che rende davvero difficile non pensare che in futuro si dovranno affrontare shock endogeni molto forti. Ogni riferimento al rischio di Bail-in bancari non è puramente casuale.

 

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