Manipolare l’uomo a una dimensione

di Giuseppe Masala

gay

 

Sono rimasto particolarmente colpito dall’iniziativa  referendaria del comitato per il SI e del Partito Democratico che coinvolge la comunità gay. La prima domanda che ci si dovrebbe porre è se la riforma costituzionale, per la quale voteremo a Dicembre, tocca in qualche modo i diritti delle persone LGBT in quanto tali. L’abolizione del CNEL riguarda i diritti degli omosessuali? Sembrerebbe di no. La riforma delle norme inerenti i rapporti Stato-Regioni riguarda i gay in quanto tali? Non sembrerebbe. L’abolizione del bicameralismo perfetto forse riguarda i diritti delle lesbiche? Sembrerebbe di no.

Allora come mai si fanno iniziative politiche coinvolgendo le persone in relazione alle loro preferenze sessuali?  Ahimè l’unica risposta che viene in mente a zeroconsensus è che anche in Italia sta arrivando una particolare forma di marketing politico: il marketing delle tribù. Per la verità questo particolare tipo di marketing già è stato ben sperimentato nel marketing commerciale classico: conosciamo per esempio la tribù degli “Iphonisti” oppure quello degli “alfisti” e quello delle persone che vestono “Chanel”.

Tale questione in apparenza secondaria – quasi una nota di colore – è invece della massima importanza. Negli USA già da almeno venti anni l’azione politica è intimamente legata a gruppi di pressione su temi particolari: i gay, i neri, le femministe, i fedeli evangelici, il KKK e via discorrendo. Ognuno di questi gruppi svolge un attività di lobbying e di pressione sullo specifico tema di interesse e successivamente viene dato l’endorsement sulla base dell’aderenza del programma del candidato sul tema che il gruppo difende.

Tutto normale? Mica tanto. La persona è portatrice di mille caratteristiche specifiche. Un gay al di là della sua identità sentimentale e  sessuale è anche operaio o avvocato, rurale o motropolitano, ateo, agnostico o credente, amante della poesia o analfabeta e via discorrendo. Imporre una tecnica politica dove il consenso è gestito sulla base degli interessi (o anche non-interessi) di specifici gruppi di pressione – non importa se si tratta di un gruppo pro-gay, o del comitato per la difesa della foca monaca o del KKK – significa lavorare per destrutturare la personalità dell’essere umano e formare un uomo ad un unica dimensione dove l’unica cosa che conta è quella specifica caratteristica della sua personalità nella quale (anche attraverso manipolazioni massmediatiche) si identifica più o meno artificiosamente, e più o meno consapevolmente.

Perché tutto questo? Semplice, l’uomo ridotto ad una dimensione è facilmente manipolabile perché sostanzialmente fanatizzato (zeroconsensus direbbe “empowermantizzato”). Ne volete una riprova? Ce la offre proprio l’iniziativa di cui ho postato la locandina e dalla quale ho preso spunto: se c’è una “categoria” a rischio da questa sciagurata riforma costituzionale è proprio quella LGBT. Cosa accadrebbe se un giorno prendesse il potere un partito di estrema destra e dunque omofobo? A causa di questa riforma non ci sarebbero contrappesi né nel Parlamento, né nella Corte Costituzionale (di fatto nominata dalla maggioranza parlamentare) e dunque proprio i diritti fondamentali delle persone sarebbero in grave pericolo.

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